Simulatore OIC 5 & CCII

Calcola il Valore di Liquidazione.

Usa il calcolatore per stimare il presunto valore di realizzo degli attivi, la distribuzione della liquidità ai creditori (waterfall) e confrontare lo scenario liquidatorio con la continuità aziendale.

Valutazione OIC 5 Riparto Creditori Continuità vs Liquidazione

Informazione importante: questo strumento fornisce una stima automatizzata basata sui valori contabili e sulle stime di stralcio inserite. Non sostituisce una perizia asseverata o l'attività di un advisor finanziario nel contesto degli strumenti del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.

Fase 1: Dati Generali e Attivi Fissi

Stima di realizzo Attivi Fissi

Inserisci il valore netto presunto di smobilizzo (non il valore di libro o di costo storico).

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Fase 2: Attivo Circolante e Altri Asset
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Fase 3: Passività (Classi di Credito)

Attenzione alla graduazione: il sistema ripartirà la massa attiva pagando prima i costi di procedura (prededuzioni), poi i debiti garantiti, i privilegiati e infine i chirografari.

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Fase 4: Costi e Continuità Aziendale
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Best Interest of Creditors Test

Indispensabile per le procedure del CCII (es. Concordato in Continuità).

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Il Capitale di Liquidazione (OIC 5) e il Test di Convenienza (CCII)

Il calcolo del Valore di Liquidazione Aziendale impone l'abbandono dei criteri di valutazione ordinari (come il costo storico) e del presupposto del going concern (continuità aziendale). Si adotta invece il criterio del presunto valore di realizzo per gli attivi e del valore di estinzione per le passività.

Dal punto di vista contabile, il Principio OIC 5 (Bilanci di liquidazione) disciplina le rettifiche necessarie: gli asset, specie quelli illiquidi come impianti o semilavorati, subiscono frequentemente massicce svalutazioni (haircut) se non ricollocabili facilmente sul mercato. Parimenti, devono essere accantonati fondi per coprire i costi inerenti alla procedura liquidatoria, quali compensi di professionisti, penali per risoluzione anticipata e TFR.

Nel contesto concorsuale, il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII) utilizza il valore di liquidazione come scenario di base per il best interest of creditors test. Se l'azienda propone un concordato preventivo in continuità aziendale, il piano deve garantire a ciascun creditore un'utilità (percentuale di soddisfacimento) non inferiore a quella che ricaverebbe in caso di liquidazione giudiziale, ovvero tramite la vendita frazionata (piecemeal) degli asset.

Lo strumento distribuisce l'attivo disponibile simulando la waterfall dei pagamenti dettata dal Codice Civile (Art. 2777 e ss.): i costi di procedura vengono pagati in prededuzione (assorbendo per primi la liquidità), seguiti dai crediti garantiti su beni specifici, dai crediti privilegiati e, in via residuale e proporzionale, dai creditori chirografari.

Fonti di riferimento: Principio Contabile OIC 5 , D.Lgs. 14/2019 (CCII) e Artt. 2777 e ss. c.c.

Risorse Ufficiali e Normativa di Riferimento

Domande Frequenti sulla Liquidazione

Cosa si intende per Valore di Realizzo?
È il prezzo che l'azienda stima di poter ricavare dalla vendita dei propri asset sul mercato, in una logica non più di continuità operativa ma di cessione (spesso rapida o forzata). Questo valore è al netto dei costi diretti per la dismissione.
Cos'è la Prededuzione?
I crediti prededucibili sono i debiti contratti per gestire la procedura stessa (compensi del liquidatore o dei commissari, avvocati, spese processuali). Devono essere pagati con precedenza assoluta rispetto a tutti gli altri creditori concorsuali, inclusi i privilegiati.
Che cos'è la "Waterfall" dei pagamenti?
È l'ordine gerarchico inderogabile (cascata) con cui viene distribuita la liquidità. Se i fondi non sono sufficienti per coprire integralmente una specifica classe di credito, i fondi residui si ripartiscono in percentuale uguale tra i creditori di quella classe, e le classi inferiori prendono zero.
I soci devono pagare i debiti aziendali non coperti dalla liquidazione?
Dipende dalla forma societaria. Nelle società di capitali (S.p.A., S.r.l.), i soci rischiano solo il capitale conferito, a meno di garanzie personali (fideiussioni). Nelle società di persone (S.n.c., S.a.s. per i soci accomandatari) e nelle ditte individuali, i soci o il titolare rispondono dei debiti residui con il proprio patrimonio personale (conti correnti, case, ecc.).
Qual è la differenza tra Liquidazione Volontaria e Giudiziale?
La Liquidazione Volontaria (in bonis) viene decisa dai soci quando l'azienda può pagare regolarmente tutti i propri debiti con la vendita degli attivi. La Liquidazione Giudiziale (ex Fallimento) è invece una procedura concorsuale aperta dal Tribunale quando l'azienda è insolvente, ovvero non è in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
Cosa si intende per "Best Interest of Creditors Test"?
È un principio cardine del Codice della Crisi. Stabilisce che una soluzione alternativa (come il Concordato in Continuità) può essere approvata solo se assicura ai creditori un soddisfacimento non inferiore a quello che otterrebbero in caso di liquidazione giudiziale dell'azienda.
Cosa succede ai dipendenti e al loro TFR?
I crediti da lavoro dipendente (incluso il TFR) godono di un privilegio generale di primissimo grado (art. 2778 c.c.). Questo significa che vengono pagati subito dopo le prededuzioni e prima di Erario, fornitori e banche. Se l'azienda fallisce e l'attivo non basta, interviene il Fondo di Garanzia INPS per coprire TFR e ultime retribuzioni.
Quanto dura mediamente una procedura di liquidazione?
Le tempistiche variano enormemente. Una liquidazione volontaria senza grossi asset immobiliari può durare 12-18 mesi. Una Liquidazione Giudiziale (specie se ci sono immobili da mettere all'asta o contenziosi in corso) richiede in media dai 3 ai 7 anni in Italia, erodendo parte dell'attivo a causa dei costi prolungati della procedura.